Il decreto che cambia le regole del gioco
Se hai sentito parlare di contributi per le colonnine di ricarica ma non hai ancora capito come funzionano davvero, questo articolo è per te. IlDecreto Direttoriale MIMIT n. 0059679 del 4 agosto 2026dà attuazione a un fondo da oltre68 milioni di eurodestinato all’acquisto e alla posa in opera di infrastrutture di ricarica per auto elettriche — le cosiddettewall-box— per privati e condòmini. Non è un credito d’imposta, non è un rimborso dilazionato: è uncontributo a fondo perduto, erogato direttamente sul tuo conto corrente.
Chi può accedere al contributo?
Il decreto si rivolge a due categorie di soggetti beneficiari:
- Persone fisiche (privati): chiunque voglia installare una wall-box per uso esclusivamente privato, in un’area nella propria piena disponibilità.
- Condòmini: per l’installazione di infrastrutture di ricarica sulleparti comunidell’edificio, ad uso collettivo dei condòmini e non accessibili al pubblico.
L’infrastruttura deve essere nuova di fabbrica, collocata in Italia e dotata della regolare dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore certificato.
Quanto ottieni? I numeri concreti
Il contributo copre l’80% delle spese ammissibili— acquisto della colonnina più installazione. I massimali sono chiari:
- Fino a €1.500per le persone fisiche
- Fino a €8.000per le parti comuni dei condòmini
In pratica: se la tua wall-box + installazione costa €1.875, lo Stato ti rimborsa €1.500. Se sei un amministratore di condominio che installa una colonnina condivisa da €10.000, ottieni €8.000 di ritorno diretto. Il risparmio è concreto, immediato e non tassato.
Cosa copre il contributo: le spese ammissibili
Il decreto è generoso nell’elenco delle voci che rientrano nel contributo:
- Acquisto e installazione della colonnina di ricarica (wall-box)
- Impianti elettrici necessari all’installazione
- Opere edilistrettamente necessarie
- Dispositivi per il monitoraggio e la gestione della ricarica
- Spese diprogettazione, direzione lavori e collaudo
- Costi per laconnessione alla rete elettrica(attivazione nuovo POD)
Non sono invece ammissibili tasse, consulenze generiche, costi di autorizzazione edilizia o spese di esercizio. I pagamenti devono essere tracciabili: bonifico bancario, SEPA Credit Transfer o carta intestata al beneficiario.
Come fare domanda: la procedura passo per passo
Passo 1 — Installa prima, chiedi dopo
Il contributo è riconosciutoa installazione completata. Bisogna prima acquistare e installare la wall-box — con regolare fattura elettronica — e poi presentare domanda con tutta la documentazione già in mano. La data che conta è quella del completamento dell’installazione.
Passo 2 — Accedi con SPID, CIE o CNS
La domanda si presentaesclusivamente onlinesul portale informatico dedicato, gestito daInvitalia— l’ente pubblico incaricato dal MIMIT. L’accesso avviene tramite identità digitale: SPID, Carta d’identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Nessuna pratica cartacea, nessuno sportello fisico.
Passo 3 — Carica i documenti richiesti
Nella procedura guidata online dovrai allegare: documento d’identità e codice fiscale, lefatture elettroniche in formato XMLscaricate dal portale dell’Agenzia delle Entrate, gli estratti conto che attestano i pagamenti effettuati, la dichiarazione di conformità dell’installatore, e l’IBAN del conto corrente intestato a te su cui ricevere il contributo. È richiesta anche una PEC valida per le comunicazioni ufficiali.
Passo 4 — Attendi la conferma
Il sistema verifica automaticamente la domanda e rilascia una ricevuta di registrazione. Il soggetto gestore procede all’istruttoria preliminare. Il contributo è erogato inun’unica soluzionedirettamente sul conto corrente indicato, con decreto di concessione ed erogazione.
La regola d’oro: primo arrivato, primo servito
Il decreto adotta unaprocedura a sportello: le domande sono processate in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili per ciascuna annualità. Il fondo complessivo è di circa68 milioni di euro— 10 milioni dai residui 2025, 5 milioni per il 2026, 15 milioni annui dal 2027 al 2029, e 8 milioni per il 2030.
Le spese ammissibili decorrono dal26 giugno 2026e il programma è attivo fino al31 marzo 2030. Aspettare non conviene: chi installa ora prenota il contributo mentre i fondi sono ancora capienti. Chi aspetta troppo potrebbe trovare le risorse dell’annualità esaurite.
Il vantaggio in più: abbinare la wall-box al fotovoltaico Elianto
C’è un capitolo che il decreto non scrive, ma che Elianto Solar Solutions conosce bene. Il vero risparmio arriva quando alla wall-box abbini ipannelli fotovoltaici sul tetto. Caricare l’auto con l’energia prodotta direttamente in casa significa mobilità a costo quasi zero — ogni chilometro percorso a corrente solare è un chilometro sottratto al caro-carburante e alle fluttuazioni del mercato energetico.
Chi ha già installato un impianto Elianto ha un vantaggio ulteriore: può programmare la ricarica nelle ore di massima produzione solare, ottimizzando l’autoconsumo. Il risultato? L’auto si ricarica gratis, l’energia in eccesso viene ceduta in rete, e il conto della luce scende mese dopo mese. Non è fantascienza — è la realtà di migliaia di famiglie italiane che hanno già fatto questo passo.


