Biomasse

ELIANTO PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE


Uno dei maggiori problemi ambientali da risolvere nel secolo in corso, deriva dall’aumento (a livello globale) della temperatura media dell’atmosfera terrestre  per “effetto serra”,  la quale provoca desertificazione ed al contempo un aumento (in frequenza ed intensità) di eventi catastrofici quali alluvioni e cicloni.

L’effetto serra è un fenomeno causato dall’aumento in concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica (CO2), protossidi ossidi di Azoto (N2O), metano (CH4), gli Alocarburi (HFC, HCFC, CFC) el’ozono (O3)

Le attività antropiche responsabili dell’aumento della concentrazione di gas effetto serra sono:

- Produzione energetica da fonti fossili (CO2)

- Allevamenti intensivi di bestiame e spandimenti dei liquami in agricoltura (CH4, N20)

- Smaltimento rifiuti organici tramite discarica ed inceneritore (CO2, CH4)

La produzione di biogas e la sua valorizzazione energetica (elettrica e termica), partendo da sottoprodotti organici di origine animale e vegetale (delle attività agricole, zootecniche e di trasformazione dei prodotti animali-vegetali) rappresenta una valido strumento per contrastare l’aumento della concentrazione  dei gas serra in atmosfera. Infatti, la produzione di energia dalla combustione del biogas è “quasi” a CO2 zero e in aggiunta possono essere evitate (o per lo meno drasticamente ridotte) le emissioni di CH4 e NO2 derivate dalla gestione delle attività di allevamento zootecnico e di smaltimento dei rifiuti organici.

CHE COS’E’ IL BIOGAS

Il biogas è una miscela di gas (CH4, CO2 con tracce di H2S e mercaptani) prodotta dalla fermentazione anaerobica di materie prime organiche, con un potere calorifico inferiore pari a circa 5 kWh/m3. Il processo “biologico” avviene quindi in assenza di ossigeno, dove lo sviluppo e la crescita di determinati ceppi batterici determina il degrado della sostanza organica,  producendo biogas (nella miscela sopra definita) ed un refluo chiamato “digestato”, il quale, dal punto di vista della quantità, è di grande impatto. Infatti, esso rappresenta circa il 96% della biomassa in ingresso, con la medesima composizione chimica iniziale, impoverito di C, H, O. In particolare, non si modifica la quantità complessiva di azoto (N), mentre si arricchisce la sua frazione ammoniacale a spese di quella organica.

In funzione della tipologia delle matrici organiche in ingresso, il digestato di risulta del processo può essere un valido ammendante e concime biologico da utilizzare in agricoltura (anche in funzione di come viene gestita la fase di spandimento nei terreni), oppure un serio problema ambientale da amministrare, che può portare ad un aumento dell’inquinamento delle falde acquifere da nitrati, nonché da clostridi sui terreni e quindi nel ciclo alimentare.

FILOSOFIA ELIANTO: impianti per allevatori

L’impianto biogas ambientalmente sostenibile è quello alimentato da matrici provenienti dagli scarti dell’industria agroalimentare (caseifici, industria di trasformazione dei prodotti alimentari vegetali-animali) e/o della zootecnia (liquami allevamenti bovini-suini-avicoli), eventualmente integrate con quantitativi marginali di colture dedicate (che possono aumentare la resa e la stabilità di produzione del biogas).

Elianto si propone principalmente alle piccole e medie aziende zootecniche, progettando e realizzando impianti biogas aziendali che portano ad una migliore gestione dell’attività, aumentandone le performance produttive, ambientali ed economiche. Un impianto per la valorizzazione energetica del biogas si traduce in:

- Diminuzione drastica dei costi di approvvigionamento delle risorse energetiche (utilizzando l’energia termica prodotta dal raffreddamento dei cogeneratori);

- Diminuzione dei costi sostenuti per l’alimentazione del bestiame;

- Drastica eliminazione di odori e quindi di emissioni in atmosfera di ammoniaca (NH3), protossido di azoto (N2O) e metano (CH4);

- Migliore assimibilabilità del digestato dal terreno, rispetto al liquame tal quale. Se il digestato viene separato (meccanicamente) in frazione solida e liquida, può essere spanso in momenti diversi dell’anno, con aumento sostanziale delle sue proprietà ammendanti e fertilizzanti.

Le proposte di realizzazione di impianti biogas valgono anche per le industrie agroalimentari che vogliono alimentare l’impianto esclusivamente con i propri scarti di lavorazione.

TECNOLOGIA

Al fine di assicurare all’azienda (zootecnica e/o agroindustriale) tutti i benefici economici ambientali sopra riportati, occorre realizzare impianti che siano efficienti ed efficaci anche per le piccole teglie di potenza (sotto i 300 KWe). A tale scopo Elianto ha stabilito una partnership strategica con la BIO4GAS ITALIA, ricorrendo alla sviluppata tecnologia BERT che è in grado di soddisfare la filosofia dell’impianto energetico a fonti rinnovabili a filiera corta (alimentato esclusivamente dai propri prodotti di scarto) ed economicamente sostenibile.

Un impianto biogas che utilizza la tecnologia BERT ha i seguenti vantaggi:

- Viene progettato su misura con potenza minima di 20KW, e moduli da 30KW, 40KW, 50KW, 75KW, 100KW;

- Le dimensioni sono ridotte, grazie al singolo digestore a doppia-camera concentrica (brevettato);

- E‘ robusto ed affidabile, grazie all‘assenza di organi interni in movimento (no mescolatori/agitatori);

- Ha costi di gestione minimi, in quanto non richiede controlli e analisi periodiche;

- La digestione è stabile e continuativa per 365 g/ anno, senza rischi di fermo e svuotamento, quindi permette all‘allevatore un reale reddito aggiuntivo, costante e sicuro, senza maggiore lavoro.

ECONOMIA

La prima azienda agricola in Italia ad installare il biogas BERT è stato un allevamento di più di 200 vacche da latte.

Località: nord Italia

Potenza impianto: 40 kW

Tipologia impianto: digestore da 300 m3 e motore MAN da 40 kW

Input: 4.400 to/anno reflui + 37,5 to/anno di matrici vegetali interamente prodotti in azienda

Energia elettrica: 327.000 kWh/anno

Tariffa incentivo: 0,28 €/kWh

Investimento iniziale: 280.000 €

Cash-flow annui: 74.500 €

Punto di pareggio: 4,7 anni

TIR% (15 anni): 23,8 %

VAN (15 anni): 572.000 €

Con l’attuale incentivo (ex D.M. 06.07.2012) l’incentivo sarebbe pari a 0,236 €/kWh con un payback time di circa 5,6 anni!

Bibliografia e link d’interesse:

http://www.bio4gas.it/

http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Pubblicazi/EnBiogas/MANUALE_BIOGAS_III_FVG+COP.pdf

http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Pubblicazi/E-book/lineebiogas/Bovini_da_latte_e_biogas.pdf

http://www.cti2000.it/Biogas/Biogas_Interr_progetto.htm

http://pabs.assam.marche.it/pubblicazioni/2_O_tecnologia%20per%20abbattimento.pdf

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/DM_6_luglio_2012_sf.pdf

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